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9 luglio 2008
E SE AVESSE RAGIONE LUI?
...E se avesse ragione lui? Se davvero tutto si potesse risolvere con colpi di mano veloci rapidi e indolori? se davvero i cladestini fossero il male del paese? Se davvero basta essere belli e furbi per essere felici al mondo? se davvero il mondo fino adesso avesse mosso milioni di persone per niente, senza trovare niente per cui valga la pena vivere? per essere felici forse bastava guardarsi riflessi nella tv considerata trush che proietta sui nostri occhi ragazzi e ragazze sempre pronti a fare qualunque cosa per un minuto di popolarità? se davvero tutte quelle parole scritte da filosofi, poeti , politici, filantropi, guru, religiosi ecc... non servissero a niente?
Se fosse, Finalmente il mondo sarebbe semplice. l'italia si è fermata. Dove sono ora i mattoni che fino alla fine degli anni '60 aveva usato per costruire la società nella quale far vivere i propri figli. Dopo che il sangue di tutti quelli che avevano provato la fame e la guerra aveva impastato la terra con la quale si ereggevano i muri sulla quale fondare la libertà, ci si è dimenticati da dove si era partiti e intanto qualcuno che di libertà (la sua) non si era dimenticato ha trovato spazio. Altro sangue allora si è dovuto versare per 25 anni , dalla fine degli anni 60 all'inizio delgi anni 90 per costruire un altro muro. Un muro che seperava la gente , il popolo, da chi li governava. Un muro impastato con le ossa di chi ha combattuto perchè qualcosa non quadrava, i conti non gli tornavano. Un muro che come malta aveva il sangue dei "giustizialisti",e come pietre le lapidi, le targhe e i tanti scritti, che mai più verranno letti, che ipocritamente sono stati usati per riempirsi la bocca di parole. Per finire quel macabro, piduista, mafioso, meschino muro è arrivata la devastazione delle menti di chi dice e grida di essere libero all'interno della sua stanza con le finestre chiuse ( la paura fa 90) e la tv accesa. Ora quel popolo che un tempo era quello dell'accoglienza ( solo Italiana) , della partecipazione sociale , del sole , del mare , della poesia, della musica, della voglia di vivere, della voglia di chiacchierare al bar davanti a un caffè per fare 2 parole con chi capitava, non per guardare di corsa 2 goals e 2 tette rifatte, quel popolo e quell'italia non cè più . Quella era l'italia. Già ma era L'italia.
La distruzione è stata costante e martellante. Ora chi urla fuori dal coro si è rotto le scatole e parte. Lascia l'italia va via. Chi rimane combatte ma non sa cosa guardare, cosa fare, cosa dire.
Siamo tutti mafiosi in realtà, si stava meglio quando si stava peggio ecc. ecc.. ma che fine ha fatto la voglia di essere vita di se stessi? la voglia di non giudicare il diverso perchè tale, ma voler essere curiosi? L'italia è diventata grande... anzi vecchia.
Chi dice che la sinistra è morta non ha capito che non esiste più destra o sinistra. Chi dice che siamo noi a vincere e voi tie', forse non è mai cresciuto. chi dice che alla gente non interessa chi si comporta male io dico che è proprio di quello che stiamo parlando. Chi divide invece di unire. Dicendo che il male della politica negli ultimi 40 anni è cambiato .... secondo me è sbagliato! Chi non capisce che la gente vuole combattere per essere libera, e che gli italiani non aspettano altro cun motivo per farlo, non riuscirà mai ad avere la maggioranza. ( che nessuno in italia ha, il pdl sono 3 partiti non uno e a dire il contrario si fa fatica.) Basta essere contro se stessi e indecisi. Ora dopo 15 anni il nemico, non l'avversario ( un avversario ha rispetto di te, lui non ne ha), è uno solo. Ha un nome e mille cognomi. E' una famiglia ormai, anzi lo è sempre stata.(ma guarda te questi nostalgici). Allora cosa importa se chi combatte al mio fianco ha il fazzoletto al collo bianco o rosso, cosa importa se lo chiama matrimonio o pacs, cosa importa se al collo porta un tao , una mezzaluna o un fiore? ORA SERVE ESSERE UNITI. VOGLIAMO LE STESSE COSE. DICIAMOLE CHIARAMENTE. LA GENTE SI MUOVERA'. IL TEMPO CI DARA' RAGIONE! LEGALITA'. RISPETTO. LA LEGGE E' DI TUTTI PER TUTTI UGUALE. VIVA LA COSTITUZIONE , VIVA LA REPUBBLICA , VIVA LA GIOVINE ITALIA, PER UN NUOVO RISORGIMENTO.
27 giugno 2008
La LEGA come LA SINISTRA di Prodi, forse anche meglio
Probabilmente chi sperava di passare da chi aveva omesso nei suoi ordini del giorno la giustuzia (quella vera), la questione dei salari, delle tasse ecc.. per invece legiferare aumento delle tasse (conseguente diminuzuine del debito pubblico) e indulto, spostando il suo voto da sinistra alla lega si sarebbe aspettato ovviamente un cambiamento. invece poco è cambiato. La lega che ora ha raccolto quei voti rischia di perderli tutti ancora di federalismo niente, a settembre, vedremo. Tasse , gira e rigira cambia poco , si sa la coperta è corta e si accorcià sempre di più. Grande invece l'interessamento del neo-governo per quello che riguarda se stesso ed è peggio la legge salva premier di quella dell'indulto. Siamo arrivati ormai a una gara al ribasso, cioè chi ne libera di più si assicura più voti forse. Capirli... capirli appunto forse non è neanche così difficile. Resta il fatto che arrivano i primi dissensi dal basso , la base leghista comincia a sentirsi, certo una schedatura di qua e una ronda di là ancora ci si riesce a dare una parvenza più simile all'idea del governo che i leghista medio aveva quando ha votato. Finchè durerà. Intanto si aumentano le pene si aumentano i processi ma aumentano anche le percentali di processi non finiti, bloccati allungati fino, ma che strano, a cadere in prescrizione. Ormai chi si vede imputato in un processo deve solamente contestare i giudici che lo dovrebbero giudicare, falsificare qualche prova riuscire a rientrare in un qualche intoppo burocratico e il gioco è fatto ... prescrizione. Certo un buon rimedio per il sovraffolamento delle carceri. Chi ha votato lega forse sperava in qualcosa di meglio ... ma questo è quello che passa il governo e bisogna gridare che è tutto ottimo e abbondante altrimenti si rischierà fra qualche tempo di essere accusati di berlusconismo ( da 10 a 15 processo per direttissima dal tribunale di stato contro i crimini di altà rilevanza sociale) o di essere colluso con la magistraura ( sempre da 10 a 15 sempre diretissima solito tribunale ). Non resterà che attaccare volantini ( fare attenzione all'esercito che controllerà le strade) e trovarsi nelle cantine a parlare di legalità guardando tv che non sono del premier e leggere giornali esteri dove un qualche giornalista di buon cuore usa scrivere un trafiletto ridicolo con qualche informazione su chissa quali processi. Almeno ci si potrà telefonare per mettirsi d'accordo su ora e luogo. Saranno bei tempi e sì... forse diremo che si stava meglio quando si stava peggio.
26 giugno 2008
INTERCETTAZIONI TELEFONICHE . DOMANI SU “L’ESPRESSO” PUBBLICATI I COLLOQUI TRA BERLUSCONI E SACCA’
Pubblicato da irpinianelmondo su Giugno 26, 2008
26.6.2008-
Nuove intercettazioni tra Berlusconi e Saccà. A pubblicarle è
l’Espresso in edicola domani, che oggi ne ha fornito un’anticipazione.
Le conversazioni tra l’allora capo dell’opposizione e il direttore
’sospeso’ di Rai Fiction, risalgono al settembre 2007 e fanno parte
degli atti della Procura di Napoli. Il
settimanale mette in evidenza i rapporti tra il Cavaliere e Giancarlo
Innocenzi, componente dell’Autorità delle Comunicazioni. Ma nel testo
si parla anche dei tentativi di convincere ‘Tex Willer’, ovvero
l’allora senatore Willer Bordon, ad uscire dalla maggioranza che
sosteneva il governo Prodi. Nelle intercettazioni relative direttamente
al premier, inoltre, Berlusconi parla dell’attrice Antonella Troise
chiedendo di farla lavorare perché “pericolosa”. Sono poi riportate
altre telefonate a Saccà di Confalonieri, Minoli, Letta, Barbareschi,
Costanzo, Moratti, Landolfi e Urbani.
berlusconi
intercettazioni
espresso
saccà
| inviato da fredfly il 26/6/2008 alle 16:48 | |
25 giugno 2008
“Io di rivoluzioni ne ho viste tante, di democrazie mai”. Robert Michels : riflessione sul personaggio
Robert Michels
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Robert Michels (Colonia, 9 gennaio 1876 – Roma, 3 maggio 1936) è stato un sociologo e politologo tedesco naturalizzato italiano che studiò il comportamento politico delle élite intellettuali e contribuì a definire la teoria dell'elitismo. La sua opera più nota è il saggio sulla sociologia dei partiti politici[1], nel quale viene descritta la ferrea legge dell'oligarchia.
Cenni biografici [modifica]
Michels nacque in una ricchissima famiglia tedesca di imprenditori, studiò in Inghilterra, a Parigi (alla Sorbona), e nelle Università di Monaco di Baviera, Lipsia (1897), Halle (1898), e Torino. Si iscrisse al Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) mentre era professore all'Università di Marburgo (1902), e in questa sede si candidò alle elezioni comunali come socialista (1904);
cosa che gli fece perdere automaticamente la cattedra (i socialisti non
potevano avere cattedre universitarie ordinarie in Germania). Lasciò
l'SPD nel 1907, dopo essersi trasferito ormai in Italia.
Brillante allievo di Max Weber, sposato con Gisela Lindner (1900) , ricercatrice storica famosa per le sue ricerche sulla condizione delle donne e figlia dello storico Theodor Lindner , nel 1911
Michels acquistò grandissima notorietà per il testo già citato, ancor
oggi posto a fondamento della sociologia della politica, basato su
approfondite conoscenze storiche e sociologiche: "Zur Soziologie des
Parteiwesens in der modernen Demokratie", (La sociologia del partito
politico nella democrazia moderna : studi sulle tendenze oligarchiche
degli aggregati politici), studio in cui Michels dimostrò che i partiti
politici , persino quelli socialisti più estremi , si trasformano
rapidamente in burocrazie oligarchiche . In Italia Michels fu molto
vicino al sindacalismo rivoluzionario, un'ala estrema del Psi parallela all'altra corrente che darà vita al Pci. Michels era molto critico col determinismo esplicito nella dialettica marxiana, considerandola frutto di fondamentale ignoranza della storia stessa e di una certa ispirazione millenaristica calata dall'alto; non ne riscusava gli ideali, ma basava il suo socialismo su basi empiriche e storiche, nella linea del Sombart. Michels, come molti tedeschi, era molto attratto dall'Italia e ciò lo spinse a cercare una cattedra in Italia, patria per lui di impensabili libertà politiche.
Questa testardaggine filoitalica, unita alla sua altissima reputazione internazionale, gli fecero ottenere nel 1907 , grazie all'intercessione del liberale Luigi Einaudi ed ancor più del giurista socialista non marxiano Achille Loria, una cattedra all'Università di Torino, dove insegnò Economia Politica e Sociologia Economica, pur non avendo al suo attivo veri studi in campo economico. Nel 1914, divenne ordinario di economia all'Università di Basilea , dove insegnò sino al 1926. Dopo la Prima Guerra Mondiale aderì al Fascismo, partito dell'ex socialista Benito Mussolini.
Michels riteneva che Mussolini potesse rappresentare direttamente il
proletariato, senza la mediazione, che Michels riteneva burocratica,
delle rappresentanze sindacali e dei partiti politici. Passò i suoi
ultimi anni in Italia, insegnando dal 1927 Economia Politica a Perugia
come professore ordinario. Nel 1933 rappresentò l'Italia a Parigi,
descrivendo il fascismo ( senza malizia, ma con una buona dose di
ingenuità tipicamente teutonica) come un movimento pacifista e
antirazzista. I suoi colloqui sono stati trascritti da sua figlia Daisy Michels.
Ebbe tre figli: Manon, Mario e Daisy. Manon, diplomata in belle arti, sposò Mario Einaudi, figlio dell'economista e futuro presidente della Repubblica Luigi Einaudi, che finirà alla Cornell University negli Stati Uniti, dove ricoprirà le cariche di professore di Teoria politica e diritto costituzionale comparato. Daisy, diplomata alla scuola di traduzione, sposerà Filippo Gallino, futuro dirigente delle [[cartiere Burgo], figlio di Giovanni Gallino, un magistrato che aveva preso parte al processo dello Smemorato di Collegno, appartenente alla più abbiente famiglia di Canale (Cn). Mario,
chimico di chiara fama, morirà relativamente giovane dopo essersi
stabilito a Basilea in Svizzera ed essersi colà sposato con Margherita,
che ospiterà poi Luigi Einaudi durante l'esilio.
Il sistema teorico di Michels [modifica]
Michels studia il partito socialdemocratico tedesco e perviene alla conclusione che nel partito politico
si attuano le stesse dinamiche che interessano lo Stato. Un esempio è
l’SPD, che per la sua natura dovrebbe coinvolgere maggiormente le
masse, ma invece è interessato da processi fortemente oligarchici. Nel
suo pensiero il parlamento
diventa il luogo in cui le burocrazie dei partiti si accordano, Michels
dirà: “io di rivoluzioni ne ho viste tante, di democrazie mai”. Anche
in un regime democratico sono i vertici del partito che si fanno
eleggere: legge ferrea dell’oligarchia.
In realtà nel parlamento non esiste una vera competizione tra partiti,
poiché i vari dirigenti hanno interesse a perpetuare la situazione in
essere.
Michels discute di questi argomenti con Max Weber,
c’è bisogno di una novità in politica e la può portare solo l’”eroe
carismatico”, dal momento che al parlamento viene attribuita una
valenza negativa. C’è bisogno di un’idea nuova e carismatica: il
fascismo; verrà, così, meno la mediazione dei partiti tra leader e
popolo e si instaurerà tra di essi un rapporto diretto. A differenza di
Weber, il quale ritiene che il carisma del leader si possa formare in
parlamento, Michels ritiene che per esserci carisma non si possa
prescindere da un rapporto diretto e non mediato con il popolo.
Maggioranza e opposizione fanno finta di lottare: il loro scopo è di
farsi rieleggere e di perpetuarsi al potere. Con l’adesione al fascismo
trova un'alternativa alla ‘’legge ferrea dell’oligarchia’’, che ha per
lui una valenza fortemente negativa. Il fascismo esprime un leader
carismatico, e questo è l’unico modo per superare la pseudemocrazia che
era affermata.
Approfondendo alcuni brani tratti da “L’oligarchia organica
costituzionale” si possono enucleare alcuni tratti del sistema teorico
di Michels:
- Il parlamentarismo è una falsa leggenda: non siamo noi che votiamo
i rappresentanti ma i rappresentanti che si fanno scegliere da noi,
- Lo Stato non importa alla maggior parte delle persone, soprattutto
per ciò che attiene le vicende prettamente istituzionale: non si può
sperare che la partecipazione parta dal basso,
- Le classi politiche non si sostituiscono come ci aveva spiegato Pareto; puntano, invece, all’amalgama, si servono della captazione per non perdere mai il loro potere,
- L’opposizione parlamentare mira all’unico scopo, in teoria, di
sostituire la classe dirigente avversaria; in pratica, invece, finisce
per amalgamarsi con la classe politica al governo,
- A nulla valgono i movimenti popolari, perché chi li guida abbandona
la massa e viene assorbito dalla classe politica: “parte incendiario e
arriva pompiere”.
Anche dalla lettura di passi tratti da “La democrazia e la legge
ferrea dell’oligarchia” si possono trarre alcuni spunti interessanti:
- È una funzione scientifica dimostrare l’inganno del parlamentarismo,
- Non è vero che ad una rivoluzione seguirà un regime democratico,
- I socialisti democratici vengono definiti “fanatici partigiani dell’organizzazione”.
“Chi dice organizzazione dice tendenza all’oligarchia”;
l’organizzazione e la seguente degenerazione oligarchica causano veri e
propri mutamenti genetici nei partiti socialdemocratici: le masse non
possono più interferire con le decisioni, i capi non sono più gli
organi esecutivi della volontà della massa ma si emancipano
completamente dalla massa stessa. Tanto più grande diventerà il
partito, tanto di più si riempiranno le sue casse e la tendenza
oligarchica si farà strada con maggior vigore; la base non potrà più
controllare in alcun modo i vertici del partito. Il regime democratico
non è molto confacente ai bisogni tattici dei partiti politici: il
partito politico, così come si deve organizzare per competere con gli
altri partiti, è qualcosa di distante dalla comune idea di democrazia.
Il principio della democrazia è ideale e legale (perché comunque si va
a votare) ma non è reale in quanto, in realtà, la base non può
scegliere nulla. Votando non diventiamo compartecipi del potere: “la
scienza ha il dovere di strappare questa benda dagli occhi delle
masse”. Anche Michels, perciò, ha un approccio scientifico e non
ideologico. “La formazione di regimi oligarchici nel seno dei sistemi
democratici moderni è organica”. “L’organizzazione è la madre della
signoria degli eletti sugli elettori”, un esempio attuale e concreto è
quello del “porcellum”.
Una frase sintetizza con efficacia il pensiero di Michels: “sulla
base democratica si innalza, nascondendola, la struttura oligarchica
dell’edificio”.
- Il proletariato e la borghesia nel movimento socialista italiano : saggio di scienza sociografico-politica. Torino, F.lli Bocca, 1908.
- La democrazia e la legge ferrea dell'oligarchia : saggio sociologico. Roma, Cooperativa Tipografica Manuzio, 1910.
- Zur Soziologie des Parteiwesens in der modernen Demokratie. Untersuchungen über die oligarchischen Tendenzen des Gruppenlebens. (in lingua tedesca) Leipzig, Werner Klinkhardt, 1911. Edizione italiana: La sociologia del partito politico nella democrazia moderna : studi sulle tendenze oligarchiche degli aggregati politici.
traduzione dall'originale tedesco del dr. Alfredo Polledro, riveduta e
ampliata dall'autore. Torino, Unione tipografico-editrice torinese,
1912.
- Die Grenzen der Geschlechtsmoral : Prolegomena, Gedanken und Untersuchungen von Robert Michels. Munchen, Leipzig, Frauenverlag, 1911. Edizione italiana: I limiti della morale sessuale : prolegomena: indagini e pensieri. versione dal tedesco del dr. Alfredo Polledro. Torino, F.lli Bocca, 1912.
- Probleme der Sozialphilosophie. Leipzig, Berlin, B. G. Teubner, 1914.
- L'imperialismo italiano : studi politico-demografici. Milano, Società editrice libraria, 1914.
- Amour et chasteté; essais sociologiques. Paris, Giard & Briere, 1914.
- L'organizzazione del commercio estero. Bologna, Zanichelli, 1924.
- Sozialismus und Fascismus in Italien. Munchen, Meyer & Jessen, 1925.
- Sozialismus in Italien : intellektuelle Stromungen. Munchen, Meyer & Jessen, 1925.
- Storia critica del movimento socialista italiano : dagli inizi fino al 1911. Firenze, La Voce, 1926.
- Corso
di sociologia politica : lezioni tenute nel maggio 1926 per incarico
della Facoltà di Scienze politiche della Regia Università di Roma. Milano, S. A. Istituto editoriale scientifico, 1927.
- Sittlichkeit in ziffern? Kritik der moralstatistik. Munchen,Leipzig, Duncker & Humblot, 1928.
- Der Patriotismus : Prolegomena zu seiner soziologischen Analyse. Munchen,Leipzig, Duncker & Humblot, 1928. Edizione italiana: Prolegomena sul patriottismo. Firenze, La nuova Italia, 1933.
- Einflusz der faschistischen Arbeitsverfasssung auf die Weltwirtschaft. Leipzig, Deutsche Wissenschaftliche Buchhandlung, 1929.
- Italien von heute, politische und wirtschaftliche Kulturgeschichte von 1860 bis 1930. Zurich, Leipziz, Orell Fussli, 1930.
- Zum Einfluss der klassischen italienischen Nationalokonomie auf die Dogmengeschichte. Jena, G. Fischer, 1931.
- Introduzione
alla storia delle dottrine economiche e politiche : con un saggio sulla
economia classica italiana e la sua influenza sulla scienza economica. Bologna, Zanichelli, 1932.
- Il boicottaggio : saggio su un aspetto delle crisi. Torino, Einaudi, 1934.
- Le boycottage international : boycottage economique et crises politiques, boycottage et crises economiques. (in lingua francese) preface et traduction de Gaston Bouthoul. Paris, Payot, 1936.
- Die Verelendungstheorie : Studien und Untersuchungen zur internationalen Dogmengeschichte der Volkswirtschaft. mit einem Vorwort von Heinz Maus. Hildescheim , New York, Olms, 1970.
- Francesco Perfetti (a cura di) Elite e/o democrazia. Roma, G. Volpe, 1972.
- Giordano Sivini (a cura di) Antologia di scritti sociologici. Bologna, Il mulino, 1980.
- Works on paper, 1918-1930 (Barbara Mathes Gallery, 1984)
- Critique du socialisme : contribution aux débats du début du XXè siècle; articles selected and presented by Pierre Cours-Salies and Jean-Marie Vincent (Editions Kimé, 1992, ISBN 2908212439)
politica
democrazia
società
parlamento
| inviato da fredfly il 25/6/2008 alle 16:57 | |
25 giugno 2008
Se LIPPI DICESSE NO
A tanto non è potuto arrivare il buon Silvio, anche se da lui forse ci
si poteva aspettare qualcosa del genere negli "ultimi" tempi, non
poteva certo dire che con il suo penultimo mandato durato 5 anni con tanto
di netta maggioranza fosse riuscito a vincere una coppa del mondo, ma
probabilmente avrà pensato alla situazione che Donadoni sta vivendo
dopo il ritorno a casa ("prematuro" perchè poi?) della nazionale e la
proposta di rimettere Lippi , il glorioso vincitore, al suo posto. Un
film già visto, certo giudicare una squadra di calcio è molto più
semplice che una squadra di governo, lo è ancora di più se lo devi
fare basandoti su immagini che non sono proprio lo specchio della
realtà. Se chi decide che azioni di una partita farti vedere, se
tagaliando o ritagliando non ti permette di avere un quadro generale
dei 90 minuti. Ancora più difficile è specialmente se non conosci il
risultato finale e poi se questa mano "invisibile" è nettamente di
parte. L'idea è comunque una, tornare a dove si era sicuri che
qualcosa era andato bene, qualsiasi cosa, dimenticando le vicende
trascorse in maniera turbolenta e i gol all'ultimo minuto , magari su
rigore, alle sostituzioni fatte in maniera inopportuna. Lippi però
un mondiale lo ha vinto lo abbiamo visto tutti. Ora potrebbe rifiutare
da vincitore la panchina, a mio modo di vedere farebbe bene, lasciare
l'italia come un figlio che dopo avergli fatto vedere come si fa e dopo
aver provato da solo, sbagliando, lo incita a riprovare rimanendo in
disparte, sapendo dal canto suo che quello che ha fatto era essersi
impegnato e aver lavorato con costanza tutta una vita nella direzione
giusta, magari anche con un po di fortuna, ma è riuscito in un solo
tentivo a fare dei suoi sogni una realtà e con la stessa calma con cui
se ne sarebbe andato se avesse fallito ringrazia e se ne va.
Insegnerenbbe a tutti , specialmente chi ormai di sedie non quelle in
panchina, ne ha viste tante passargli sotto il sedere , e che troppo
spesso hanno visto sempre gli stessi sederi invece. Insegnerebbe che
forse certe cose devono cambiare radicalmente e che i cicli si chiudono
bene appunto al loro termine progettando il futuro e non iniziandone
uno qualunque guardando all'oggi. La voglia, la sicurezza, il nuovo, il
diverso, la riflessione, la verifica sincera del proprio operato, il
bene di tutti per tutti sono le uniche paure che l'italia ha e se non
si vincono queste idee si rimarrà sempre legati a ricordi, troppo
spesso lontani per ricordarsi veramente come era andata, compiere gli
stessi errori quindi sarà inevitabile sperando che qualcosa come per
magia possa cambiare o possa aver cambiato le persone.
25 giugno 2008
SE BERLUSCONI DICESSE DI AVER "VINTO IL MONDIALE"
A tanto non è potuto arrivare il buon Silvio, anche se da lui forse ci si poteva aspettare qualcosa del genere negli "ultimi" tempi, non poteva certo dire che con il suo penultimo mandato durato 5 anni con tanto di netta maggioranza fosse riuscito a vincere una coppa del mondo, ma probabilmente avrà pensato alla situazione che Donadoni sta vivendo dopo il ritorno a casa ("prematuro" perchè poi?) della nazionale e la proposta di rimettere Lippi , il glorioso vincitore, al suo posto. Un film già visto, certo giudicare una squadra di calcio è molto più semplice che una squadra di governo, lo è ancora di più se lo devi fare basandoti su immagini che non sono proprio lo specchio della realtà. Se chi decide che azioni di una partita farti vedere, se tagaliando o ritagliando non ti permette di avere un quadro generale dei 90 minuti. Ancora più difficile è specialmente se non conosci il risultato finale e poi se questa mano "invisibile" è nettamente di parte. L'idea è comunque una, tornare a dove si era sicuri che qualcosa era andato bene, qualsiasi cosa, dimenticando le vicende trascorse in maniera turbolenta e i gol all'ultimo minuto , magari su rigore, alle sostituzioni fatte in maniera inopportuna. Lippi però un mondiale lo ha vinto lo abbiamo visto tutti. Ora potrebbe rifiutare da vincitore la panchina, a mio modo di vedere farebbe bene, lasciare l'italia come un figlio che dopo avergli fatto vedere come si fa e dopo aver provato da solo, sbagliando, lo incita a riprovare rimanendo in disparte, sapendo dal canto suo che quello che ha fatto era essersi impegnato e aver lavorato con costanza tutta una vita nella direzione giusta, magari anche con un po di fortuna, ma è riuscito in un solo tentivo a fare dei suoi sogni una realtà e con la stessa calma con cui se ne sarebbe andato se avesse fallito ringrazia e se ne va. Insegnerenbbe a tutti , specialmente chi ormai di sedie non quelle in panchina, ne ha viste tante passargli sotto il sedere , e che troppo spesso hanno visto sempre gli stessi sederi invece. Insegnerebbe che forse certe cose devono cambiare radicalmente e che i cicli si chiudono bene appunto al loro termine progettando il futuro e non iniziandone uno qualunque guardando all'oggi. La voglia, la sicurezza, il nuovo, il diverso, la riflessione, la verifica sincera del proprio operato, il bene di tutti per tutti sono le uniche paure che l'italia ha e se non si vincono queste idee si rimarrà sempre legati a ricordi, troppo spesso lontani per ricordarsi veramente come era andata, compiere gli stessi errori quindi sarà inevitabile sperando che qualcosa come per magia possa cambiare o possa aver cambiato le persone.
17 giugno 2008
La storia siamo noi!
Stiamo vivendo uno dei momenti più importanti di un paese che potrebbe essere veramente l'apertura per il mondo occidentale. Siamo in un paese tecnologico , circa, ormai alle soglie della più grande rivoluzione in un mondo tecnologico compiuta con i mezzi della rete. L'informazione dalla quale tutto apprendono le notizie sarà stravolta e la gente tornerà a voler avere voglia di conquistarsi la libertà. Il limite sottile sul quale tutto si muoverà farà vacillare il potere e forse dalla distruzione di quel mondo tanto perfetto che tutti si aspettavano dalla fatica del proprio lavoro si capirà che il mondo come lo vogliamo, lo abbiamo sempre avuto intorno a noi. Senza violenza e senza guerra ma con la forza della volontà si deciderà il nostro futuro e il futuro di tutti. Tutte le persone valgono e sono prima di tutto essere umani capaci di scegliere. Bisogna reagire essere più forti dell'ingiustizia vincere contro la pressione dell'anticiviltà . Combattere con le armi della pazienza e dell'amore. senza usare le armi che hanno portato la vita dell'uomo a essere schiava di se stessa. Vinceremo solo tutti insieme, vedendo il nostro avversario diventare nostro amico solamente guardandolo negli occhi. Sorridendo ai suoi fucili e se servirà rabbrividendolo col calore del nostro sangue caldo. Solo così cambierà tutto. Solo così potremmo dare una nuova era a questa terra che ci appartiene e vive dentro di noi.
27 maggio 2008
Emergenza rifiuti anche a Messina
DA circa 4 giorni l'emergenza rifiuti si è spostata anche in sicilia,
più precisamente in provincia di Messina, dove la polizia segnala roghi
e disagi alla viabilità. Le immagini amatoriali su youtube.
video1
video2
SKytg24 27 maggio 08
Messina
rifiuti
| inviato da fredfly il 27/5/2008 alle 9:52 | |
27 maggio 2008
Emergenza rifiuti anche a Messina
DA circa 4 giorni l'emergenza rifiuti si è spostata anche in sicilia, più precisamente in provincia di Messina, dove la polizia segnala roghi e disagi alla viabilità. Le immagini amatoriali su youtube.
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SKytg24 27 maggio 08
rifiuti
sicilia
messina
| inviato da fredfly il 27/5/2008 alle 9:38 | |
21 maggio 2008
La COSTITUZIONE ITALIANA
La COSTITUZIONE ITALIANA PER RISOLVERE MOLTI PROBLEMI BASTA PARTIRE DA QUI
cultura
COSTITUZIONE ITALIANA
| inviato da fredfly il 21/5/2008 alle 19:25 | |
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